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Adempimenti previsti Dec. Leg. 29 luglio 2003, n.267 relativo all’allevamento delle galline ovaiole.

14 aprile 2011

Adempimenti previsti Dec. Leg. 29 luglio 2003, n.267 relativo all’allevamento delle galline ovaiole.

Egregi Sig.ri

Con la presente siamo a porre alla Vs attenzione i prossimi adempimenti previsti dal Decreto Legislativo del 29 luglio 2003, n. 267 in attuazione delle direttive 1999/74/CE e 2002/4/CE relative alla protezione delle galline ovaiole e alla registrazione dei relativi stabilimenti di allevamento.

Al fine di meglio comprendere le disposizioni presenti in tale Decreto, sembra opportuno precisare alcuni termini che possono facilmente essere fraintesi. Si intende per: a) Proprietario o detentore: qualsiasi persona fisica o giuridica che, anche temporaneamente, è responsabile o si occupa degli animali; b) Autorità competente: il Ministero della salute e quali autorità sanitarie territorialmente competenti: le regioni, le province autonome e le Aziende sanitarie locali; c) Galline ovaiole: le galline della specie Gallus gallus, mature per la deposizione di uova, allevate ai fini della produzione di uova non destinate alla cova; d) Nido: uno spazio separato, i cui componenti escludono per il pavimento qualsiasi utilizzo di rete metallica o plastificata che possa entrare in contatto con i volatili, previsto per la deposizione delle uova di una singola gallina o di un gruppo di galline, così detto nido di gruppo; e) Lettiera: il materiale allo stato friabile che permette alle ovaiole di soddisfare le loro esigenze etologiche; f) Gabbia: uno spazio chiuso destinato ad ospitare le galline ovaiole in un sistema a batteria; g) Sistema a batteria: un insieme di gabbie disposte in fila su un unico piano o incastellate; h) Zona utilizzabile: una zona avente una larghezza minima di 30 cm, una pendenza massima del 14 per cento sovrastata da uno spazio libero avente un'altezza minima di 45 cm. Gli spazi destinati a nido non fanno parte della zona utilizzabile; i) Unità produttiva: un capannone dove vengono allevate in tutto o in parte le galline ovaiole; j) Allevamento: insieme di una o più unità produttive situate nella stessa area.

Va inoltre ricordato che il presente decreto non si applica agli stabilimenti con meno di 350 galline ovaiole e a quelli di allevamento di galline ovaiole riproduttrici, nei confronti dei quali trovano comunque applicazione le prescrizioni di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 146

Il Dlgs. 267/2003, prevede che dal 1° gennaio 2012, sia vietato utilizzare nell’allevamento gabbie non modificate, inizialmente consentite, ma destinate ad essere sostituite entro la data sopraindicata con gabbie modificate oppure con sistemi alternativi:

Tali gabbie, dette anche a batteria convenzionale, dovevano possedere le seguenti specifiche:

1. Consentire a ogni gallina ovaiola di disporre di almeno 550 centimetri quadrati di superficie della gabbia, misurata su un piano orizzontale e utilizzabile senza limitazioni; dal calcolo devono essere esclusi eventuali bordi deflettori antispreco. Nel calcolo dei 550 centimetri quadrati di superficie utilizzabile è inclusa la bandina salvauova, posta dietro alla mangiatoia, purchè non superi otto centimetri misurati in proiezione orizzontale; 2. Avere una mangiatoia utilizzabile senza limitazioni, di una lunghezza minima di 10 cm moltiplicata per il numero di galline ovaiole nella gabbia; 3. Disporre, in mancanza di tettarelle o coppette, di un abbeveratoio continuo della medesima lunghezza della mangiatoia indicata alla lettera b). Nel caso di abbeveratoi a raccordo, da ciascuna gabbia devono essere raggiungibili almeno due tettarelle o coppette; 4. Avere un'altezza minima non inferiore a 40 cm per il 65 per cento della superficie e non inferiore, in ogni punto, a 35 cm; 5. Essere dotate di pavimento che sostenga adeguatamente ciascuna delle unghie anteriori di ciascuna zampa. La pendenza del pavimento non deve superare il 14 per cento ovvero 8 gradi; pendenze superiori sono consentite solo per i pavimenti diversi da quelli provvisti di rete metallica rettangolare; 6. Essere provviste di dispositivi per accorciare le unghie qualora siano disponibili sul mercato dispositivi dichiarati idonei da organismi comunitari;

Dal 1 gennaio 2012 queste gabbie dovranno essere sostituite da impianti di allevamento che rispettino le specifiche descritte nell’allegato B (sui sistemi alternativi) del presente Dlgs. che prevede che tali strutture debbano:

1. Essere attrezzate in modo da garantire che tutte le galline ovaiole dispongano di: a) Mangiatoie lineari che offrano almeno 10 cm di lunghezza per gallina ovaiola o di mangiatoie circolari che offrano almeno 4 cm di lunghezza per gallina ovaiola; b) Abbeveratoi continui che offrano 2,5 cm di lunghezza per gallina ovaiola o abbeveratoi circolari che offrano 1 cm di lunghezza per gallina ovaiola. Inoltre, in caso di utilizzazione di abbeveratoi a tettarella o a coppetta, deve essere prevista almeno una tettarella o una coppetta ogni 10 galline ovaiole e, nel caso di abbeveratoi a raccordo, ciascuna gallina ovaiola deve poter raggiungere almeno due tettarelle o due coppette; c) Almeno un nido per 7 galline ovaiole. Se sono utilizzati nidi di gruppo, deve essere presente una superficie di almeno 1 metro quadrato per un massimo di 120 galline ovaiole; d) Posatoi appropriati, privi di bordi aguzzi e che offrano almeno 15 cm di spazio per gallina ovaiola. I posatoi non devono sovrastare le zone coperte di lettiera, la distanza orizzontale fra posatoi non deve essere inferiore a 30 cm e quella fra i posatoi e le pareti non inferiore a 20 cm; e) Una superficie di lettiera di almeno 250 cm quadrati per gallina ovaiola; la lettiera deve occupare almeno un terzo della superficie al suolo;

2. Essere dotate di pavimento che sostenga adeguatamente ciascuna delle unghie anteriori di ciascuna zampa; 3. Avere un coefficiente di densità non superiore a 9 galline ovaiole per metro quadrato di zona utilizzabile.

2. Oltre alle prescrizioni di cui al numero 1: 1. Nei sistemi di allevamento che consentono alle galline ovaiole di muoversi liberamente fra diversi livelli: a) Il numero massimo di livelli sovrapposti deve essere pari a 4; b) L'altezza libera minima fra i vari livelli deve essere di 45 cm; c) Le mangiatoie e gli abbeveratoi devono essere ripartiti in modo da permettere a tutte le galline ovaiole un accesso uniforme; d) I livelli devono essere installati in modo da impedire alle deiezioni di cadere sui livelli inferiori; 2. Se le galline ovaiole dispongono di un passaggio che consente loro di uscire all'aperto: a) Le diverse aperture del passaggio devono dare direttamente accesso allo spazio all'aperto, avere un'altezza minima di 35 cm, una larghezza di 40 cm ed essere distribuite su tutta la lunghezza dell'edificio; per ogni 1000 galline ovaiole deve essere comunque disponibile un'apertura totale di 2 m; b) Gli spazi all'aperto devono: i. avere una superficie adeguata alla densità di galline ovaiole allevate e alla natura del suolo al fine di prevenire qualsiasi contaminazione; ii. essere provvisti di riparo dalle intemperie e dai predatori e di abbeveratoi appropriati.

Oppure che rispettino le disposizioni previste nell’allegato D (relative all’allevamento in gabbie modificate), del presente decreto, che prevede che le gabbie, per poter essere ritenute conformi debbano:

1. Consentire alle galline ovaiole di disporre:  a) Di almeno 750 centimetri quadrati di superficie della gabbia per ogni gallina ovaiola, di cui 600 centimetri quadrati di superficie utilizzabile, fermo restando che l'altezza della gabbia, diversa dall'altezza al di sopra della superficie utilizzabile, non deve essere inferiore a 20 cm in ogni punto e che la superficie totale di ogni gabbia non può essere inferiore a 2000 centimetri quadrati. Nel calcolo dei 600 centimetri quadrati di superficie utilizzabile è inclusa la bandina salvauova, posta dietro alla mangiatoia, purché non superi otto centimetri misurati in proiezione orizzontale; b) Di un nido; c) Di una lettiera che consenta di becchettare e razzolare; d) Di posatoi appropriati che offrano almeno 15 cm di spazio per gallina ovaiola; 2. Avere una mangiatoia utilizzabile senza limitazioni, di una lunghezza minima di 12 cm moltiplicata per il numero di galline ovaiole in gabbia; 3. Disporre di un sistema di abbeveraggio appropriato tenuto conto, in particolare, della dimensione del gruppo; nel caso di abbeveratoi a raccordo, ciascuna gallina ovaiola deve poter raggiungere almeno due tettarelle o coppette; 4. Essere separate, quando disposte in fila, da passaggi aventi una larghezza minima di 90 cm per agevolare l'ispezione, la sistemazione e l'evacuazione delle galline ovaiole, e tra il pavimento dell'edificio e le gabbie delle file inferiori deve esservi uno spazio di almeno 35 cm; 5. Essere provviste di dispositivi per accorciare le unghie qualora siano disponibili sul mercato dispositivi dichiarati idonei da organismi comunitari.

Volendo analizzare l’impatto economico del bando delle gabbie di batteria secondo il Rapporto socio-economico della Commissione Europea, produrre 12 uova da galline allevate in batteria costa 0.66 €; 0.82 € per produrre 12 uova di galline allevate a terra e 0,98 € per produrre 12 uova di galline allevate all’aperto. Questo significa che un solo uovo di gallina allevata a terra costerà 1,3 centesimi di euro in più rispetto ad uno di batteria e che un uovo all’aperto costerà solo 2,6 centesimi di euro in più rispetto ad uno di batteria. Allo stesso tempo però il Rapporto socio-economico della Commissione Europea ha evidenziato che il margine di profitto lordo delle uova allevate all’aperto è quasi il doppio di quello relativo alle uova di batteria.

Rinnovandoci a disposizione per eventuali chiarimenti, colgo l’occasione per porgerVi cordiali saluti.

Gelati srl